Associazione Stay Behind Italia

L’Associazione “STAY BEHIND ITALIA – Organizzazione Militare Speciale” si configura quale Associazione fra militari delle categorie in congedo o pensionati riconducibili alla tradizione, alla memoria e ai valori dell’Organizzazione Militare Speciale “Stay Behind”, con lo scopo di preservarne il patrimonio storico, morale e istituzionale, promuovendo iniziative culturali, commemorative e associative ispirate ai principi di lealtà, riservatezza, servizio alla Patria e continuità della memoria nazionale.


CHIARIMENTO: Operazione Delfino e Unità Stella Marina: una pianificazione difensiva per la tutela del confine orientale

L’Operazione Delfino, svolta dal 15 al 24 aprile 1966 nell’area della Venezia Giulia, fu un’esercitazione riservata finalizzata a verificare la capacità di reazione delle strutture difensive italiane davanti a un’eventuale situazione di grave destabilizzazione del territorio nazionale.

Non si trattava di un’operazione concepita contro un partito politico italiano né di un’attività destinata a interferire con il legittimo confronto democratico. La pianificazione deve essere collocata nel particolare contesto geopolitico della Guerra fredda e nella delicata situazione del confine orientale, ancora caratterizzato dalle conseguenze delle tensioni territoriali, politiche ed etniche tra Italia e Jugoslavia.

Lo scenario ipotizzato prevedeva che la Jugoslavia, direttamente o attraverso strutture, gruppi e organizzazioni operanti sul territorio, potesse promuovere o sostenere un’azione volta a creare una crescente instabilità politica, sociale ed economica nella Venezia Giulia. Tale destabilizzazione avrebbe potuto costituire la fase preliminare di un tentativo insurrezionale, di un’azione ostile contro le istituzioni italiane o di un progetto diretto ad alterare l’assetto politico e territoriale dell’area.

L’obiettivo dell’Operazione Delfino era pertanto eminentemente difensivo: preparare uomini, collegamenti e strutture capaci di tutelare la popolazione, salvaguardare la continuità delle istituzioni e sostenere la difesa del territorio nazionale qualora una manovra destabilizzante di origine esterna avesse determinato il collasso dell’ordine pubblico o favorito un tentativo di sovvertimento.

All’esercitazione parteciparono i quadri dell’Unità di pronto impiego “Stella Marina”, specificamente predisposta per la protezione dell’area triestina, insieme a nuclei specializzati nelle comunicazioni clandestine, nella propaganda, nell’evasione e nell’esfiltrazione. Furono sperimentate procedure proprie della guerra non convenzionale, comprese l’attivazione di collegamenti radio riservati, le operazioni notturne e l’organizzazione di comandi destinati ad affrontare situazioni contrapposte di insorgenza e controinsorgenza.

L’Operazione Delfino deve dunque essere interpretata come uno strumento di preparazione preventiva e di difesa nazionale, elaborato per fronteggiare un’eventuale aggressione indiretta o una manovra di destabilizzazione proveniente oltre il confine orientale, e non come un piano rivolto contro una determinata formazione politica italiana. La sua finalità essenziale era assicurare la capacità dello Stato di reagire a una crisi provocata dall’esterno, difendendo la sovranità italiana, la sicurezza della Venezia Giulia e la continuità delle istituzioni democratiche.

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