News 1 settembre 2021

Titolo 1 set 21.JPG

 

Al servizio di chi ha
servito.

Siamo un’associazione a carattere patriottico, morale, informativo ed educativo.
Non siamo influenzati da partiti politici e non perseguiamo fini di lucro. Siamo al servizio di chi ha servito la nostra Nazione.

We’re proud to
share stories of all
that people,
operations, and
missions that keep
our Nation safe.


Tutti i nostri associati hanno una storia da raccontare, il nostro intento è condividere
tutte queste informazioni per contribuire a costruire un paese sempre più libero con
c i t t a d i n i s e m p r e p i ù consapevoli.

Our Legacy


Proteggere il nostro Paese è al centro della nostra eredità:
passato, presente e futuro.
Dalle nostre radici fino ad oggi, portiamo avanti le t r a d i z i o n i d i i m p e g n o ,
coraggio e silenziosi sacrifici che ci hanno reso un pilastro della Nostra Democrazia.
 

News 260821_3.JPG

I nostri SCOPI
 


- r i a ff e r m a re , d i f e n d e re e
diffondere le motivazioni ideali che, nel culto delle tradizioni patrie e nella fedeltà ai principi di libertà, di giustizia, di pluralismo democratico, ispirarono la
v o l o n t a r i a a d e s i o n e d e g l i
appartenenti alla disciolta organizzazione "Stay Behind";
- raccogliere e riunire gli appartenenti civili della disciolta Organizzazione per consolidare i vincoli di fraterna amicizia e
s o l i d a r i e t à , d i f e n d e r n e l a
reputazione e l’onorabilità contro ogni forma di denigrazione, discriminazione e persecuzione derivante dall’avere fatto parte della struttura militare speciale
Stay Behind, prestando loro ogni
possibile assistenza nei modi e
nei limiti stabiliti dal Consiglio
Direttivo;
- stabilire rapporti di amicizia e di
a g g r e g a z i o n e c o n g l i
appartenenti alle analoghe
organizzazioni europee;
- mantenere i vincoli di solidale
collaborazione con le Forze Armate, esaltandone l’opera di difesa della Patria e di servizio della pace;
- concorrere allo sviluppo ed alla
crescita di un ordinamento sociale di giustizia, fondato sui principi di libertà, di democrazia e di buon governo;

News 010921_1.JPG

PORTO D’ARMI PER
DIFESA PERSONALE

Nell’ordinamento giuridico Italiano la legittima difesa
rientra nelle cause di giustificazione, dette anche
scriminanti o cause di liceità.
Si tratta di situazioni particolari in presenza delle quali un fatto, che altrimenti costituirebbe reato, non acquista tale carattere poiché la legge lo impone o lo consente.

 

News 010921_2.JPG

In materia di legittma difesa, la norma di riferimento è
l'art. 52 del codice penale, il cui primo comma precisa che: "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.
Ne parliamo in questa NEWS LETTER con Davide
Cremaschi, tiratore agonista FITDS dal 1995, classificazione GRAND MASTER dal 2000 , istruttore federale FITDS dal 2011, consulente per equipaggiamento di sicurezza: armi, munizioni, protezioni passive, analisi e controllo del rischio.
Davide collabora inoltre occasionalmente con una rivista di settore .

Una chiacchierata con il nostro Luca Gatti …

Ciao Davide, in veste di formatore nel settore del tiro
pratico e nel tiro a 360 gradi , quale arma ti  sentiresti  di consigliare ad un titolare di licenza di porto d’armi per difesa personale?

…quando si parla di difesa armata si entra in un contesto delicattissimo non esente da pregiudizi derivati da certe

News 260821_4.JPG

ideologie anti armi, radicate in alcuni strati della nostra
società nonché da leggende metropolitane dettate dal
cinema d’oltreoceano.
Ci si muove in una sorta di campo minato. Possiamo comunque ragionevolmente affermare che ogni evento in cui si è costretti ad utilizzare un’arma per difendersi

News 260821_5.JPG è unico e irripetibile.

Gli scenari cambiano continuamente cosi come le tecniche e le tattiche di tiro, quindi quello che poteva andare bene 20 o anche solo 10 anni fa, non è detto che funzioni oggi o domani.

Se dovessi concentrare in poche parole quello che ho imparato in qualità di tiratore agonista, di f o r m a t o r e , c o n g i u n t a m e n t e all’esperienza di porto continuativo dell’arma per oltre 24 anni, ti dico che bisogna continuare a migliorarsi, facendosi sempre domande nuove, analizzando e sperimentando.

Qualche caposaldo esiste, ma devi rimanere umile e flessibile. Quando pensi di saperne troppo, ti accorgi che l’errore è dietro l’ angolo.
Detto questo, le armi per porto occulto continuativo devono essere: compatte quindi occultabili ad occhi indiscreti, affidabili.
Consiglio una semi auto con minimo 7 + 1 di capacità equipaggiata con mire al trizio con ampolle con

riferimenti di colore diverso, ad esempio mirino al trizio verde e tacca al trizio gialla.
Preferisco sistemi di scatto striker action o safe action, immediati nell’ utilizzo e sempre dotati di sicura al percussore e al grilletto. In alterna5va consiglio sistemi in doppia azione mista, primo colpo in doppia, gli altri in singola.
Lascerei le singole azioni come le 1911 e derivate a persone super allenate e comunque questo genere di armi hanno grilletti con precorse troppi brevi e scatti troppo leggeri normalmente per essere usate in contesto ad alto stress.

Quali sono i connubi arma calibro migliori secondo la tua esperienza?

Rimarrei confinato in 3 calibri . 9x21 , 40 SW , 45 ACP con ampissima preferenza per il 9x21.
Tieni presente che al ridursi delle dimensioni e peso dell’arma, più risulta difficile sparare con
precisione e velocità in double tap o in NSR (no standard response).

Gli studi danno a livello terminale capacità di one shot stop del 62% per il calibro 9para/ 9x21
con proiettli full metal da 115 grani. Il 45 ACP con palla fmjrn 230 grani performa intorno al 65%
e il 40SW con palle 180grani Fmjtc si attesta su valori poco inferiori al 45ACP.
Con la differenza che dominare un 40 o un 45 con un’arma da difesa non è proprio da tutti. Inoltre un’ arma in un calibro grosso avrà sempre meno colpi di una 9mm.
Inutile parlare di performance con proiettili espansivi poiché vietati dalla legge Mancino del 1992. Tipologia di munizionamento che accresce enormemente il potere d’arresto soprattutto nei 3 calibri presi in esame e che ridurrebbe sia i pericoli di overpenetrazione sia la necessità di sparare molti colpi per porre fine all’azione criminosa dell’aggressore.

In ultima analisi aggiungo che molti di coloro che sono stati costretti a difendersi con armi da
fuoco, riportano condizioni di tiro instabili, non ortodosse e spesso a una sola mano.
Non consiglio l’uso del revolver in quanto lo ritengo troppo obsoleto come arma primaria, ha pochi
colpi nei calibri 38/357 (5 in armi occultabili come i j frame della SW o nei Ruger), è difficile da
controllare per l’ utente medio, ha un flash di bocca fastidioso ed è praticamente impossibile da
ricaricare in tempi utili in situazioni reali.
Inoltre essere efficaci sparando in doppia azione sotto stress con un revolver non è come dirlo.
Il revolver per quanto di facile comprensione anche per coloro che sono scevri da addestramento
lo consiglierei come arma da backup per professionisti. In conclusione, prima di considerare un
calibro maggiore, considera che devi diventare un tiratore superperformante.

Quali sono gli errori più comuni che riscontri nei legali possessori di armi per difesa personale?
 

News 260821_6.JPG

La totale mancanza di addestramento, sia tecnico che mentale. La maggior parte dei titolari di
porto armi per difesa che ho incontrato nella mia vita non praticavano discipline di tiro d’azione.
Essere armati per esigenza necessita a mio avviso l’ obbligo morale di imparare a conoscere alla
perfezione la propria arma.
Ho visto persone estrarre l’ arma “questa sconosciuta” in modi da film horror. Persone che a livello professionale avrebbero avuto l’obbligo di addestrarsi e che dopo anni di porto occulto, non conoscevano le minime procedure di maneggio sicuro.
Ne conseguivano scene e risultati al tiro poco edificanti.
Un altro errore comune è quello di non curare la propria attrezzatura nel dovuto modo. La fondina giusta è fondamentale. La cintura deve essere adeguata alla ritenzione della fondina ad esempio. Alcuni si dimenticano di aggiornare e cambiare il munizionamento. Essere armati in società è una responsabilità nei confronti di se stessi e della comunità, ci vuole la giusta forma mentale.
Un altro errore comune è quello di con5nuare a cambiare modello di arma. Per assimilare automatismi bisogna allenarsi assiduamente, cambiare arma ogni 6 mesi non aiuta ad affinare la tecnica e non fa la differenza, anzi distoglie l’attenzione dai fondamentali.

Davide, quali consigli pratici ti sentiresti di dare ai possessori di porto d’armi difesa per arma corta che hanno poca esperienza?

News 260821_7.JPG

Portare un’arma tutto il giorno con se’ richiede consapevolezza.
A livello tecnico esorto ogni persona che possiede un porto da difesa personale ad addestrarsi in
contesti di tiro action con istru9ori certificati da federazioni riconosciute da organismi
internazionali.
Estrarre, puntare , sparare, cambiare caricatore, spostarsi etc.. sono azioni che per essere eseguite corre9amente ed in sicurezza devono essere compiute migliaia di volte.
E’ utopistico pensare di potersi salvare la vita nel momento del bisogno se l’arma viene portata
addosso come un gadget.
Deve diventare parte di te, altrimenti conviene lasciarla in cassaforte o non comprarla nemmeno. E’ difficile salvarsi la vita per una persona addestrata in un conflitto a fuoco. Pensare di poterlo fare senza addestramento è come giocare alla roulette, in sostanza senza tecnica non si può passare alla tattica.
Qualcuno parte subito coi corsi tattici, col risultato che magari saprà utilizzare una copertura, ma si porterà dietro una tecnica scorretta. Se sei grezzo non puoi essere né preciso ,né veloce, quindi non sarai efficace.
A livello mentale penso che ogni persona dovrebbe conoscere se stesso, le proprie virtù ed i
propri difetti, le fragilità su cui lavorare.
Sopratutto ognuno dovrebbe riflettere sul valore della vita umana, chiedersi se in una situazione limite sia capace di decidere se togliere una vita, e se si, di farlo solo all’ultimo decimo di secondo, quando tutte le altre opzioni sono naufragate.
Ogni persona dovrebbe attingere alla propria storia e al proprio senso di autocontrollo, ricordando
soprattutto se e quando questo autocontrollo qualche volta è andato perso.
Dovrebbe conoscere bene cosa permette e cosa non permette la legge.
E solo dopo questo percorso di introspezione decidere se chiedere la concessione per il porto di difesa personale.

Logo.jpg

Presidente Omar Vittone