CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    22/04/92                       Comm Stragi presenta relazione finale al Parlamento
 

 SENATO DELLA REPUBBLICA

X LEGISLATURA - Doc. XXIII  - n. 51

CAMERA DEI DEPUTATI

 

RELAZIONE SULL'INCHIESTA CONDOTTA SULLE VICENDE
CONNESSE ALL'OPERAZIONE GLADIO

 

CAPITOLO 2

PERIODIZZARE PER GIUDICARE

La vicenda di Gladio è durata quarant'anni. Nel corso di questo lunghissimo periodo è cambiata più volte la storia del mondo.

Ci sono state profonde modifiche nelle alleanze interstatali, la forma di governo di molti Paesi è mutata più volte. Il Patto di Varsavia è crollato, la Germania si è riunificata, si è accentuato il passaggio di poteri nazionali a poteri comunitari, la tecnologia ha provveduto ad una unificazione senza precedenti dei costumi e dei comportamenti.

In Italia si è passati dal centrismo al centro-sinistra, da questo al compromesso storico e poi alla dispersione del consenso. Il più grande partito comunista dell'Occidente ha seguito le sorti dell'ideologia di riferimento.

In questi quarant'anni si sono succeduti quaranta Governi diversi e ci sono stati venti diversi Presidenti del Consiglio.

Gli stessi servizi segreti, a cui Gladio è stata ancorata, sono stati, nel periodo, profondamente riformati tre volte: dal SIFAR si è passati, nel .1966, al SID e poi, nel 1977, sono subentrati il SISDE e il SISMI.

Anche il quadro di riferimento strategico in Europa ha subito, nel quarantennio, mutamenti radicali. La NATO ha dovuto affrontare le problematiche del «nucleare». L'Italia si è trovata di fronte alla scelta del posizionamento nel suo territorio di missili strategici e ha visto diminuire gradatamente l'importanza della «frontiera del Nord-Est» e crescere di molto quella della frontiera a Sud ..

All'interno, dopo che con Ia scelta elettorale del 1948· il Paese fu messo nelle condizioni di regolare i suoi conflitti interni con le armi della democrazia e dentro l'istituto parlamentare, i soli veri fenomeni eversivi e destabilizzanti sono stati il terrorismo, che ha segnato i cosiddetti «anni di piombo» e, più vicino a noi, la fuoriuscita del sistema mafioso dal «santuario» siciliano e la sua «invasione» di parti consistenti del territorio nazionale.

In tutti questi quarant'anni Gladio è sempre stata. mantenuta attiva e costantemente mobilitata.

Quando però il velo del segreto che ha coperto l'organizzazione è stato sollevato nell'ottobre 1999 dal Presidente del Consiglio, onorevole Andreotti, è sembrato .che ci si riferisse quasi ad un qualcosa di dimenticato, un residuato della guerra fredda costituito da un limitato numero di uomini, poco più di 600, rimasti tenacemente in attesa di una invasione dall'Est sempre più improbabile, encomiabili per il loro patriottismo ma da giudicare ormai con gli occhi dello storico.

Così il dibattito sulla sua «legittimi» ha avuto come oggetto quasi esclusivamente l'atto costitutivo iniziale; un atto che andava «compreso» dati i tempi in cui si era stati costretti ad adottarlo e che quindi si poteva anche «perdonare».

Le cose stavano però molto diversamente

All'interno del segreto, Gladio ha assunto volti diversi, ha modificato anche profondamente la sua «ragione sociale», ha svolto attività non contemplate inizialmente, ha ampliato i suoi campi di intervento.

Almeno quattro sono state le mutazioni subite da Gladio nel corso degli anni. Il problema di distinguere e comprendere questi passaggi non attiene soltanto l'analisi storica. La «periodizzazione» del percorso seguito da Gladio è rilevante al fine di stabilirne la legittimità: questa deve infatti poter essere dimostrata in qualsiasi momento della sua storia, non una tantum.