CRONOLOGIA “CASO GLADIO”: fatti e misfatti!

    22/04/92                       Comm Stragi presenta relazione finale al Parlamento
 

 SENATO DELLA REPUBBLICA

X LEGISLATURA - Doc. XXIII  - n. 51

CAMERA DEI DEPUTATI

 

RELAZIONE SULL'INCHIESTA CONDOTTA SULLE VICENDE
CONNESSE ALL'OPERAZIONE GLADIO

 

NOTA INTEGRATIVA PRESENTATA DAL DEPUTATO CICCIOMESSERE

 

Desidero confermare la posizione da me assunta sul caso Gladio in occasione del dibattito sulla prerelazione: si tratta di un'organizzazione illegittima, sorta in violazione della Costituzione e successivamente operante in violazione della legge di riforma dei servizi, ma istituzionalmente orientata al perseguimento di fini legittimi. Pur condividendo
l'impostazione della proposta di relazione e preannunciando il mio voto favorevole, formulo
alcune specifiche riserve sul contenuto del documento. Innanzitutto non mi sembra esatta l'affermazione che

Gladio sia stata sempre attiva e mobilitata nell'arco dei suoi quarant'anni di vita; a partire dal 1972, infatti, l'organizzazione è entrata in uno stato di letargo e non ha compiuto. attività di rilievo. Per quanto riguarda, negli anni successivi, il funzionamento di Gladio come rete informativa, ritengo che tale attività si sia svolta in maniera molto sporadica e che non vi sia la prova di una sistematica utilizzazione a fini di controllo interno. I giudizi su questo aspetto contenuti nella proposta di relazione, sembrano quindi eccessivi.

Per quanto concerne poi il ruolo svolto da Gladio nell'ambito della cosiddetta strategia della tensione, occorre dire con estrema chiarezza - e su questo punto invece la relazione pecca di una certa ambiguità - che dall'esame dei documenti non è emerso alcun elemento di riscontro: affermare qualcosa di diverso è possibile solo se si ipotizza l'esistenza di altri documenti ignoti alla Commissione. Gladio è servita piuttosto, a mio avviso, come strumento per operare depistaggi: al riguardo cito il caso della scoperta, nel 1972, del deposito di armi di Aurisina.

In quella occasione il colonnello dei carabinieri Mingarelli, che era ben a conoscenza della struttura segreta, rese nota attraverso la stampa la notizia. Si tratta di una vicenda inquietante, collegata al tentativo di depistaggio relativo alla strage di Peteano, che ebbe come conseguenza la smobilitazione di Gladio. Su questo punto la proposta di relazione si limita a registrare i fatti, senza collegarli - come pure sarebbe stato opportuno - allo scontro in atto all'epoca a livello sia di corpi militari dello Stato che di vertici politici.