Stability operations (settembre 2014) di Virgilio Ilari

Le guerre del post-guerra fredda hanno, se possibile, ulteriormente intensificato
la storica propensione del pensiero strategico occidentale a coniare, incurante del rasoio di Occam , sempre nuovi concetti. Uno è
“stabilizzazione”, termine di uso corrente ma suscettibile di assumere
precisi significati scientifici, come in medicina, fisica e biologia (dove una teoria della “stabilizzazione” è stata recentemente contrapposta
all’evoluzionismo).
Anche le scienze economiche e finanziarie usano il termine con rigore scientifico, in particolare per indicare le politiche monetarie e fiscali volte a ridurre le fluttuazioni nel “ciclo degli affari” o, più in generale, per mantenere o riportare in equilibrio un sistema economico, contrastando inflazione e deflazione (stabilization policies). Il concetto ha avuto una sua consacrazione istituzionale nel 1942, quando, con una apposita legge di stabilizzazione (Stabilization Act), gli Stati Uniti crearono un apposito ente (Office of economic stabilization). L’OES fu soppresso a fine guerra, nel 1946; ma in seguito il sistema fu riattivato durante le crisi della guerra fredda e della pace calda.

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